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Tema Tecnologia e Disabilità

Discuti nel nostro forum di Tecnologia e disabilità.

Tecnologia e Disabilità

Blue Sign Translator

Complimenti a l’Università degli Studi di Siena, all’Associazione Italiana dgli Educatori dei Sordis e alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena per il progetto di ricerca denominato Blue Sign Translator: utilissima innovazione che contribuirà a migliorare la qualità della vita di moltissime persone.

Le nuove tecnologie in grado di produrre maggiore benessere e qualità della vita per molte categorie di handicap sono per fortuna sempre più disponibili. C’è un'esigenza molto forte che è quella di accrescere gli investimenti in questo settore, accorciare drasticamente i tempi della diffusione dei prodotti tecnologici più utili, monitorare costantemente i risultati delle applicazioni e suggerire di conseguenza modifiche e adattamenti.

Futuridea, in collaborazione con le associazioni dei portatori di handicap, cercherà di costruire un sistema di conoscenze rapido dei risultati della ricerca e fornire informazioni utili sulla produzione degli ausili tecnologici. Si cercherà inoltre di affrontare azioni mirate allo studio tra nuove tecnologie e disabilità specifiche (non udenti, non vedenti, ecc.).

Su questo punto, una delle prime rassegne che Futuridea farà, sarà sui traduttori tecnologici per i non udenti e di verificare eventualmente il sostegno alla realizzazione di strumenti più efficaci di quelli attualmente in commercio.

Approfondimenti

Americans with Disabilities Act del 1990 sui diritti civili.


Il presidente George Bush firma l'Americans with Disabilities Act nel luglio del 1990Ce

Una applicazione dell'azienda Merlino per la richiesta di soccorso.

 
Smart Solution è un piccolo dispositivo (mm 49x80x19 per g 59), facilissimo da usare, che c

Il sistema Cicero a supporto del Risciò a pedalata assistita

Il sistema hardware/software CICERO nasce dall’esperienza della MERLINO TECHNOLOGY nel settore

PA mobile, accessibilità per i disabili


a cura di Valentina Sacchetti


sempre pi evidente la necessit di una costante e organica attenzione al tema dell'
campo ICT
attuale. Con l'evoluzione delle
nostra societ, la battaglia per l'accessibilit alla rete di persone disabili, anziane o analfabeti
informatici, sta progressivamente diventando quella dell'accessibilit e dell'usabilit dei servizi e delle
applicazioni erogate in rete.
Pensiamo soltanto all'evoluzione dei telefonini verso il paradigma introdotto con l'iPhone, touch
screen o ricevitori Gps: i problemi di accessibilit certamente diventano molto pi complessi di prima.
Le PA hanno iniziato a promuovere alcune iniziative: il progetto "Eliminiamo le barriere. Via le
Barriere tra il Visibile e l'Invisibile" che pone l'attenzione sui cittadini portatori di handicap, per
garantire loro un utilizzo pieno e pi agevole delle strutture pubbliche; il servizio "Easy Contact"
dell'Ufficio relazioni con il pubblico della Regione Piemonte, che offre la possibilit a persone
sordomute ed audiolese di comunicare telefonicamente con il proprio interlocutore, grazie agli
SMS. Sul sito del Cnipa, sono raccolte le informazioni sulle iniziative pubbliche volte a rimuovere
le barriere informatiche. Tra queste: i monitoraggi periodici dell'accessibilit dei servizi online
pubblici e l'iter per l'attribuzione del logo di accessibilit assegnato a siti pubblici o privati. Il Forum
PA servito come di consueto a confrontarsi su quanto si fatto e quanto resta da fare.
stato, inoltre, presentato a Milano il primo Rapporto dell' "Osservatorio ICT Accessibile e
Disabilit", una delle iniziative del
Mangement del Politecnico di Milano; una ricerca su ICT accessibile e disabilit, che vuole
monitorare se e come questa esigenza oggi attuata nel mercato e nel nostro Paese. Alle
esigenze proposte dal mercato nello sviluppo sempre pi pervasivo delle applicazioni ICT si
aggiungono quindi spinte e motivazioni a livello sociale, culturale e legislativo per l'accessibilit. In
particolare, la messa a disposizione da parte della PA e di aziende private di servizi ICT, ha
evidenziato la necessit di garantire a tutti questo accesso, anche prevedendo accomodamenti
individuali attraverso le cosiddette tecnologie assistive. Nel contempo, suggerisce una particolare
attenzione circa le necessit di aggiornamento, onde assicurare le condizioni di accessibilit nei
nuovi contesti tecnologici ed applicativi.
Ad indagare queste nuove possibilit il "Progetto ADAMO" (Accessibilit Dispositivi ed Applicazioni
MObile), una iniziativa di indagine e ricerca, sviluppata nel corso dell'ultimo anno. Il rapporto
dell'Osservatorio evidenzia una limitata presenza di tecnologie assistive e di interventi ad hoc sui
Sistemi Informativi per migliorarne l'accessibilit da parte delle persone con disabilit. Ha anche
rilevato importanti limiti nell'accessibilit dei siti di commercio elettronico e dei portali degli operatori
di telefonia mobile. Si pone, perci, in evidenza come ad oggi il problema dell'accessibilit dei
sistemi informativi sia "dissolto" a monte da molte imprese che tendono ad assumere persone con
disabilit che non compromettono l'utilizzo delle tecnologie informatiche e/o fanno svolgere loro
mansioni in cui non necessario l'utilizzo delle stesse.
evidente il
sono in grado, per capacit personali, di svolgere ruoli aziendali in cui necessario l'accesso ai
sistemi informativi, ma che richiedono, per poterlo fare, di adeguati interventi sui sistemi
informativi. In questi casi si rischia di creare un "digital divide" e di non utilizzare al meglio le
capacit di queste persone, in contrasto con la legge 68/99 e soprattutto con la legge Stanca che
cerca di mettere in luce come potenzialit e capacit di un dipendente con disabilit rischiano di
rimanere inespresse se non supportate da un contesto ICT inclusive.
L'ambizioso intento dell'Osservatorio quello di contribuire ad una maggiore
accessibilit in, soprattutto in un momento di costante e tumultuoso sviluppo tecnologico come quellotecnologie mobili e il loro progressivo ruolo dominante nellaProgetto "ADAMO", realizzato dall'ICT Institute e dalla School ofrischio, con questo approccio, di escludere proprio quelle persone con disabilit chesensibilizzazione
delle imprese, dei provider, delle Istituzioni, della PA e della "comunit" in senso lato sui temi
dell'accessibilit delle applicazioni ICT alle persone con disabilit, per evitare - o almeno ridurre - i
rischi di un "digital divide." Per rendere un sito effettivamente usabile ed usato da tutte le categorie
di utenti fondamentale lavorare alla "qualit della experience", non limitarsi ai tecnicismi e
affrontare il problema con l'approccio del "design for usability". Il consorzio W3C ha emanato delle
linee guida per aiutare gli sviluppatori a raggiungere un ragionevole obiettivo di accessibilit a siti di
e-commerce.
Col termine
generale, e siti Web in particolare. Per realizzare tale obiettivo, necessario focalizzare l'attenzione
sul concetto di usabilit: non sufficiente che tecnicamente l'utente possa fare un'operazione o
trovare un'informazione, ma fondamentale che riesca a farlo in tempi ragionevoli, con uno sforzo
ragionevole e con un accettabile livello di soddisfazione. Il cellulare offre molteplici opportunit nella
comunicazione e nell'interazione con altre persone o con l'ambiente esterno. Ad esempio, nelle
condizioni di disabilit uditiva e in tutte quelle condizioni in cui la comunicazione verbale preclusa o
molto difficoltosa, il cellulare diventa un importante strumento di supporto grazie alla possibilit di
inviare Sms o di fruire di servizi di Instant Messaging.
Le potenzialit pi significative e interessanti da approfondire risiedono nelle applicazioni Mobile &
Wireless che possono dare un contributo al superamento della "social exclusion". Il ricorso a
queste tecnologie consente alla persona con disabilit una maggiore facilit di accesso ai contenuti e
il miglioramento della sua partecipazione alla vita sociale. Un primo forte valore aggiunto del
Mobile rispetto al PC l'accesso ai contenuti in mobilit everywhere e everytime. Anche se a livello
internazionale le iniziative su questo fronte sono ancora limitate.
A livello invece di utilizzi futuri, il cellulare si ritiene possa essere una sorta di telecomando
universale: infatti i telefonini servono per telefonare, comunicare con gli sms e progressivamente
per accedere alla rete. I problemi di accessibilit all'ICT da parte dei disabili si spostano
progressivamente dal PC e dal Web verso il telefonino, che in realt un potente PC portatile che pu
essere operato con una sola mano, tanto che i tedeschi lo chiamano "Handy". Nel futuro poi i
telefonini avranno una funzionalit in pi rispetto a oggi: saranno dotati di sensori capaci di interagire
via radio con l'ambiente: serviranno per pagare parcheggi, ricevere informazioni locali, accedere a
punti di pagamento. "Mobile" e "wireless" rappresentano la vera sfida del futuro dell'accessibilit
all'ICT per l'inclusione delle persone disabili.
Le innovazioni per ora solo in incubazione sono l'"Internet delle cose", "The Internet of Things": i
calcolatori diventano cos piccoli, potenti ed economici da poter essere immersi negli oggetti che
circondano, oggetti come le etichette intelligenti "Radio Frequency Identification", capaci di
comunicare col mondo esterno via radio, "wireless", per realizzare quello che gli esperti chiamano
le "wireless sensor networks". Una societ accessibile sulla carta esiste gi ed un diritto di tutti, ma
per quanto riguarda l'accessibilit alle tecnologie ICT, sembra che la strada da fare sia ancora
lunga. Certamente negli ultimi anni l'azione legislativa per la societ accessibile rallentata, basti
accennare ai temi della "mobilit" e del "wireless", per i quali non sono stati ancora individuati il
percorso legislativo e soprattutto gli "stakeholders" governativi. Ma ci si augura che il dibattito
sull'accessibilit all'ICT si accenda presto visto il recente riconoscimento del ruolo fondamentale
che pu avere per la crescita del Paese.
Le barriere architettoniche non sono gli unici ostacoli dei disabili. Esistono anche le
virtuali
fonte di nuova emarginazione. Il concetto di categorie svantaggiate nel cyberspazio variabile. Si
parte da handicap apparentemente insormontabili come la cecit fino agli ipovedenti e daltonici,
finendo per abbracciare vasti strati della popolazione soprattutto in un paese anziano come il
nostro. Ma anche necessario che nel nostro Paese venga avviato un programma di
alfabetizzazione informatica, uno stimolo alla domanda indispensabile per allargare l'accessibilit e
l'usabilit dei servizi ICT in rete a tutta la popolazione.
In particolare, nella prospettiva che progressivamente i servizi di pubblica utilit verranno erogati
obbligatoriamente soltanto in rete dalla PA. Una progettazione dei servizi che privilegi l'accessibilit
porterebbe perci impatti rilevanti sull'esperienza d'uso sia delle persone con disabilit (malati ed
anziani inclusi!) sia degli utenti senza disabilit. Una PA in grado di rispondere con efficacia alle
categorie deboli e svantaggiate un'amministrazione migliore per tutti.
"accessibilit" si intende consentire ad utenti con disabilit di utilizzare Internet inbarriere. Per tre milioni di cittadini, tanti sono i disabili in Italia, questo digital divide diventa una
Versione originale:
http://www.pubblicaamministrazione.net/e-government/articoli/1565/pa-mobile-accessibilita-per-i-disabili.html
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http://www.pubblicaamministrazione.net/note-legali.html.
L'importanza di rendere i servizi ICT nella Pubblica Amministrazione mobile accessibili ai disabili

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