INTERVISTA CON FRANCO SCARAMUZZI, PRESIDENTE DELL'ACCADEMIA DEI GEORGOFILI
Quale e' il ruolo di un'antica Accademia come quella dei Georgofili nel XXI secolo? La risposta e' in questa intervista con il professor Franco Scaramuzzi, presidente della prestigiosa Istituzione culturale e personalita' eminente della citta' di Firenze, della cui Universita' e' stato anche Magnifico Rettore continuativamente per dodici anni, dal '79 al '91.
Quando nel 1993, un'autobomba posta di fronte all'entrata secondaria, colpi' l'Accademia e uccise cinque persone, fra le quali l'intera famiglia della custode, Scaramuzzi era gia' alla guida dei Georgofili dal 1986. In quella drammatica circostanza fu lui, giunto dopo pochissimo sul luogo dell'esplosione, ad indicare ai soccorritori la possibilita', poi rivelatasi tragicamente vera, che ci fossero persone sotto le macerie. Con energia si dedico' alla ricostruzione di quanto era andato distrutto ed al restauro di quanto era stato danneggiato, compresi i pregevoli materiali dell'Archivio storico e della Biblioteca.
Un albero di olivo e' stato posto nel punto in cui era collocato l'ordigno, come simbolo di pace e di capacita' a resistere e rigenerarsi. La scelta non avrebbe potuto essere diversa perche' il professor Scaramuzzi ha dedicato tutta la sua vita di uomo di scienza e di docente alle coltivazioni arboree.
L'Accademia dei Georgofili e' stata la prima Istituzione pubblica del suo genere nel mondo. Il suo prestigio crebbe rapidamente nel primo secolo di attivita' con il Granducato di Toscana. Dopo l'Unita' d'Italia, amplio' le sue iniziative e dopo un altro secolo, col nascere della Repubblica e della Unione Europea ha assunto fisionomia di livello sempre piu' internazionale.
Questa intervista si e' svolta nel corso di un lungo colloquio, proprio nei giorni delle elezioni per il rinnovo dell'europarlamento ed e' stato d'obbligo parlare dell'Europa e del suo futuro, ma le questioni affrontate sono state molte e tutte di attualita'.
Cos'e' l'Unione europea dall'osservatorio dell'Accademia dei Georgofili?
Bisogna essere consapevoli dell'importanza di una Europa unita e del fatto che Bruxelles rappresenta ormai una nostra capitale, anche piu' importante di Roma. Quest'ultima infatti e' chiamata ad adeguarsi alle direttive sovrannazionali europee. L'Accademia dei Georgofili si e' premurata di creare anche a Bruxelles una propria Sezione operativa internazionale, come punto di riferimento e di aggregazione culturale.
Europeisti convinti senza se e senza ma?
Sono europeista convinto e credo che nell'Accademia queste convinzioni trovino un'ampia convergenza. L'agricoltura e' stato il settore produttivo che per primo ha dovuto adeguarsi. Abbiamo accettato di pagare gli scotti necessari, a cominciare dalla riduzione degli allevamenti zootecnici che naturalmente trovano nei Paesi del Nord condizioni piu' vantaggiose. Avremmo potuto rivalerci con altri settori come quello dell'ortofrutta, ma quando giunse quel momento l'Europa decise di mettere un blocco alla situazione in atto. Cosi' la nostra zootecnia e' stata decimata e l'ortofrutta non ha avuto i vantaggi derivanti delle nostre piu' favorevoli condizioni tecniche ed ambientali. Si e' dovuto far fronte ad una nuova situazione di complessive sovrapproduzioni, fino a giungere alla riduzione delle superfici coltivate (set aside). Il bilancio comunitario ha dovuto far fronte a questi adeguamenti e la voce agricoltura e' quella che pesa maggiormente nella U.E.. Ora ci troviamo di fronte ad altri squilibri per l'aggregazione di nuovi Paesi, che hanno ormai raggiunto il numero di 27.
Cosa pensa del futuro dell'Unione?
Il percorso iniziato va proseguito con convinzione. Vi saranno ulteriori problemi, non facili da superare, ma dovremo trovare sempre adeguate soluzioni. La stessa Costituzione italiana, che si vorrebbe intangibile, di fatto non lo e' in quanto il regolamento comunitario (Trattato di Lisbona) si sovrappone alle legislazioni nazionali. Occorrera' impegno per conseguire una Europa unitaria perche' questo continente e' costituito da tanti popoli con antiche culture assai diverse tra loro. D'altra parte, anche per fare l'Italia ci sono voluti tanti decenni, ma gli italiani sono ancora assai diversi tra loro. Un ruolo importante ha rivestito e rivestira' la libera circolazione del lavoro, delle professioni e degli studenti, ma tutto cio' richiedera' tempo ed un processo culturale che coinvolgera' le nuove generazioni.
Le relazioni dell'Accademia vanno al di la' dei confini dell'Unione. Come funziona questo network?
I sistemi culturali non sono omogenei tra i Paesi membri della U.E.. Anche le Accademie, ad esempio, nel mondo anglosassone non esistono, ma sono rappresentate da equivalenti Society; nei Paesi dell'ex mondo comunista vi sono le Accademie, ma esse hanno strutture e ruoli diverse dalle nostre. Per iniziativa dei Georgofili, siamo comunque riusciti a riunire in un'unica Associazione le Istituzioni culturali che perseguono gli stessi fini nell'intera Europa geografica. Abbiamo costituito cosi' la UEAA (Unione Europea delle Accademie di Agricoltura), della quale fa parte anche la Russia. Non e' facile unificare queste strutture diverse, ma per fare l'Europa e' necessario percorrere anche questa strada.
Perche' in Italia esistono tante Accademie e come sono collegate tra loro?
L'Unita' nazionale e' stata realizzata solo 150 anni fa. Essa e' quindi relativamente giovane. Prima di allora esistevano nella nostra penisola numerose e distinte nazionalita', ciascuna delle quali ambiva ad essere dotata di Accademie. A differenza degli altri Paesi europei, ciascuno dei quali ha una sola Accademia di Scienze Agrarie, l'Italia e' peculiarmente ricca di queste realta' culturali. I Georgofili si sono quindi adoperati per realizzare anche la UNASA (Unione Nazionale delle Accademie di Scienze Agrarie) come unica interfaccia nei confronti della rete europea e dello stesso governo nazionale.
Nel XXI secolo quale e' la funzione culturale dell'Accademia?
Il fine dell'Accademia, dalla sua nascita, e' quello indicato nel proprio stemma: prosperitati publicae augendae (oggi si tradurrebbe: di pubblica utilita'). Il ruolo ed il metodo sono rimasti sempre gli stessi, come punto di riferimento per la raccolta, il confronto e la elaborazione delle informazioni e delle idee. Naturalmente, con l'evolversi dei tempi, sono continuamente cambiati gli strumenti di lavoro. Ma il compito e' sempre quello di individuare nuovi problemi, dibatterli e far scaturire un'utile sintesi. La sempre piu' spinta specializzazione scientifica rende indispensabile questo raccordo tra le conoscenze interdisciplinari ed il mondo della produzione. Un tempo esistevano eclettici studiosi che non perdevano la visione d'insieme, oggi e' assai piu' evidente il ruolo dell'Accademia.
Allora sintetizziamo: cos'e' l'agricoltura di oggi?
Consultando dizionari ed enciclopedie si legge ancora oggi una definizione di agricoltura che ha fatto il suo tempo ed ormai non e' piu' del tutto esatta. Sebbene l'etimologia del termine (dal latino colere) sia uguale per coltura e per cultura, le attuali attivita' agricole non sono piu' esclusivamente legate alla terra. Basti pensare alle colture idroponiche in via di espansione ed all'acquacoltura che rientrano nel settore primario. I tre fattori che hanno sempre presieduto all'agricoltura, cioe' la terra, il lavoro ed il capitale, hanno cambiato il rispettivo peso. L'attivita' agricola non e' piu' strettamente legata alla proprieta' fondiaria. L'imprenditore cerca di produrre in modo competitivo localizzando la propria attivita' ovunque vi siano le condizioni migliori, non soltanto pedoclimatiche, ma anche di contesto (servizi, viabilita', amministrazioni pubbliche piu' lungimiranti, ecc.). Il lavoro si avvale di strumenti e macchine sempre piu' sofisticate, che richiedono maestranze e tecnici molto qualificati. L'imprenditore moderno e' chiamato quindi ad investire soprattutto in conoscenza e finanza. Egli deve saper analizzare i mercati ed individuare cosa produrre, deve conoscere i know-how piu' aggiornati e deve poi disporre del capitale necessario per realizzare i propri progetti. Il mondo della finanza comincia a manifestare sensibilita' ed attenzione a questi cambiamenti.
Le altre forme di agricoltura dove terra e lavoro sono ancora al centro della produzione le sembrano plausibili?
Lo scenario attuale del mondo agricolo e' di grande interesse per i Georgofili. Si tende a distinguere diversi tipi di agricoltura. Si considerano separatamente comparti produttivi diversi (cerealicoltura, viticoltura, olivicoltura, zootecnia, ecc.). Si cercano anche di individuare categorie diverse di agricoltori. In realta' l'agricoltura e' come sempre un unico settore produttivo (agro-silvo-pastorale) e tutti gli agricoltori che producono per il mercato hanno il medesimo interesse ad innovare per ottenere prodotti qualitativamente e quantitativamente piu' competitivi.
Crede che l'agricoltore italiano sia ben rappresentato?
La tendenza a frammentare e dividere porta a interessi apparentemente contrapposti, anziche' evidenziare le problematiche prioritarie da sostenere con univoca fermezza per ottenere maggiore peso politico.
A proposito di politici, tanti ministri sono diventati Accademici, lo e' diventato anche il ministro Zaia?
L'Accademia e' stata sempre frequentata da Capi di Stato, Ministri ed Autorita' di ogni tipo e livello. Dai Granduchi di Toscana, alla Famiglia Reale, ai Presidenti della Repubblica, Capi di Governo e Ministri, ecc.. Molti di questi sono stati Georgofili e fra essi anche tre Presidenti degli Stati Uniti. Non ho ancora avuto il piacere di incontrare l'attuale il ministro delle politiche agricole Luca Zaia, ma sono certo che questo incontro avverra' presto e spero che anche il ministro Zaia possa diventare nostro Accademico.
Come si finanzia l'Accademia?
Il Ministero dei Beni Culturali, che oggi e' chiamato ad esercitare funzioni di vigilanza sulla nostra Accademia, elargisce ogni anno un sempre piu' piccolo contributo finanziario. Il nostro bilancio e' affidato ad un collegio di revisori dei conti, dei quali fa parte anche un membro nominato dal Ministero del Tesoro. Le nostre attivita' sono sostenute da vari finanziamenti pubblici e privati. Il sostegno principale ci viene dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze. di Letizia Martirano www.agrapress.it
